LA COMUNICAZIONE NELL'EPOCA DELLA SUA TRACCIABILITA' TECNICA

Roma 7 Ottobre, 09:00-13:00
Sala delle Conferenze - Autorità per la Protezione dei Dati Personali
Pza Montecitorio, 123 A

 

Tema centrale del workshop è il ruolo, sempre più vitale, delle nuove tecnologie della comunicazione nella vita della società civile e i rischi che possono derivare dal loro monitoraggio da parte di stati ed attori economici. Oltre a nuove opportunità di comunicazione, le moderne tecnologie dell'informazione sono portatrici anche di nuovi rischi. L'abbassamento dei costi dello storage rende sempre più facile la memorizzazione elettronica delle comunicazioni, anche da parte dei soggetti “piccoli”. Si arricchiscono gli strumenti per ritrovare i messaggi inviati e ricevuti e per analizzare la rete sociale dei comunicanti. Si aggiungono nuovi canali di comunicazione, che nel futuro potranno veicolare nuove informazioni di contesto, quale la località o perfino lo stato emotivo di chi comunica. Dulcis in fundo, le tecnologie biometriche unite a quelle crittografiche consentono di “certificare” l'origine delle comunicazioni e il loro contenuto.

L'ipotesi di partenza del workshop è che queste nuove tecnologie prefigurano un cambiamento di fondo negli attuali modelli di interazione sociale. Mentre da una parte, si affermano nuove possibilità di comunicazione, dall'altra si prospetta un mondo di comunicazioni “tracciabili” che mette in pericolo quella conversazione continua, libera e informale, che sta alla base della vita civile delle democrazie moderne.

In questo contesto, il workshop si pone un duplice obiettivo. Il primo è descrivere i fatti: individuare le potenzialità e i pericoli delle nuove tecnologie della comunicazione mediante l'analisi di casi concreti che interessano le telecomunicazioni fisse e mobili, i servizi di rete sociale e i motori di ricerca e le tecnologie emergenti ( location based services, analisi delle reti sociali, utilizzo dei dati psicofisiologici, crittografia e autenticazione, tecnologie biometriche). Il secondo obiettivo è analizzarne le conseguenze, cercando risposte a questioni chiave: di quali nuove pratiche sociali abbiamo bisogno? In che misura potremo usare la tecnologia per difenderci dalla tecnologia? E nei casi di tecnologie realmente utili, come possiamo incoraggiarne l'uso? Quale dovrebbe essere il ruolo del legislatore e del regolatore? Infine, cosa si potrà fare per imporre queste problematiche all'attenzione della società civile e del dibattito politico?

Il workshop è organizzato dal progetto PASION, finanziato dalla Comunità Europea nell'ambito del programma IST-FET del VI Programma Quadro (contratto FP6-27654).

 

 

 

Relatori

Stefano Rodotà
Università di Roma la Sapienza
“Introduzione”

Davide Fabrizio
Telecom Italia S.p.A.
“Il futuro delle telecomunicazioni, privacy e etica - il punto di vista di un grande operatore”

Cosimo Comella
Garante per la Protezione dei Dati Personali
“Le telecomunicazioni tradizionali - le implicazioni del privacy”

Francesco Pizzetti
Presidente Garante per la Protezione dei Dati Personali
“Saluto”

Mauro Paissan
Garante per la Protezione dei Dati Personali
"Social Network, una miniera di dati personali"

Luciano Gamberini
Università di Padova
“Nuovi usi delle reti sociali”

Giuseppe Bianchi
Università di Roma Tor Vergata
“Nuove tecnologie del privacy”

Richard Walker
Xiwrite S.r.l.
“Tirando le somme: nuovi pericoli, nuove pratiche, nuove tecnologie, nuove regole”

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